Carlo Bernardini. La luce che genera lo spazio Mostre
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- gio 29.07.2010 - sab 04.09.2010 (lu,ma,me,gi,ve,sa,do)
ore 10.00-12.00 e 17.00-19.30
aperto da martedì a venerdì
- gio 29.07.2010 - sab 04.09.2010 (lu,ma,me,gi,ve,sa,do)
Presentato da: Bruno Corà
A cura di: Antonella Cattani

Geometrie di luce rimbalzano per poi aggredire le sale della galleria, le fibre ottiche penetrano negli spazi espositivi coniugando così l’ambiente esterno con l’ambiento interno.
Antonella Cattani contemporary art è lieta di presentare il primo intervento ambientale di Carlo Bernardini a Bolzano.
Dopo qualche anno di assenza l’artista ci stupisce ancora una volta con un’installazione site specific che coinvolge gli spazi espositivi.
Come lo stesso artista ci rivela “L’installazione si appropria dello spazio e lo fagocita nel suo interno. E’ un rapporto di dominio quello che la forma spaziale instaura con il luogo, lo penetra, lo feconda, lo riduce in suo potere sino a trasformarlo in essa stessa”.
Le linee di luce ridisegnano allo spettator uno spazio riconfigurato completamente, le architetture circostanti continuano ad esistere ma reinterpretate con diverse prospettive, un nuovo piano geometrico vi si sovrappone ma contemporaneamente interagisce e dialoga con esse.
Al centro della sala una grande scultura in acciaio inox riceve la fibra ottica e ne moltiplica le geometrie luminose sulle pareti della galleria che perde il suo ruolo di semplice contenitore trasformandosi appunto in opera d’arte essa stessa.
Ma l’installazione alla Galleria Antonella Cattani contemporary art assume una valenza sopratutto riepilogativa, in essa sono racchiusi i concetti e i traguardi dell’ultimo anno di ricerca, anno che soprattutto sotto il punto di vista espositivo per Bernardini è stato veramente impegnativo. Del 2009 è stata la grande installazione a New York in occasione del D.U.M.B.O. Art Festival che quell’anno ha visto un affluenza di più di 5.000 visitatori, dove l’artista ha presentato una aggiornata versione dello “Spazio permeabile” esposto nel 2003 alla Quadriennale, servendosi oltre che della fibra ottica anche della superficie elettroluminescente, un vero e proprio tessuto luminoso posto in dialogo con le geometrie lineari delle fibre ottiche.
Dopo i grandi interventi ambientali a Valencia (al Giardin Mediterraneo di Santiago Calatrava nel 2007) e a Bologna (a Piazza S.Stefano, la Piazza delle Sette Chiese in occasione di Art First 2009) non viene smentita la propensione di Carlo Bernardini a misurarsi con architetture di grandi dimensioni: a metà novembre infatti è stato presentato l’ambizioso progetto di Palazzo Litta, dove le fibre ottiche partendo dalla facciata del palazzo seicentesco si insinuano sino alle sue sale interne attraversando pavimenti e pareti, inglobando e ridisegnando gli spazi architettonici.
Da non dimenticare infine la partecipazione al progetto Twister dei musei lombardi, che ha portato all’acquisizione da parte del MAM di Gazoldo degli Ippoliti di una sculto-installazione di 6 metri in acciaio e fibre ottiche ora in mostra permanente nei giardini del museo.




